Via Julia Augusta: la strada romana che collegava Piacenza a Nizza

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La Via Julia Augusta è un’antica via romana che collegava Placentia (l’odierna Piacenza) con il fiume Varo, nei pressi di Nizza.

Stiamo parlando di un percorso realizzato dopo il 14 a.C., momento in cui i romani riuscirono, dopo tantissimo tempo, a sottomettere le tribù liguri, durante il regno dell’imperatore Augusto.

Una difficoltà per l’Impero causata dall’orografia del territorio, fatta di strette vallate e montagne a picco sul mare. Luoghi dove gli eserciti non avevano possibilità di manovra ed erano esposti ad attacchi fulminei “mordi e fuggi” consentendo agli indigeni di contrastare facilmente le milizie romane, creando caos e danni.

Il percorso serviva a collegare la Gallia cisalpina con la Gallia Transalpina, permettendo la comunicazione tra centri urbani come:

  • Iria (l’attuale Voghera);
  • Dertona (Tortona);
  • Aquae Statiellae (Acqui Terme);
  • Vada Sabatia (Vado Ligure);
  • Albingaunum (Albenga);
  • Albintimilium (Ventimiglia).

Via Julia Augusta: splendore e declino

Questo percorso era di grande importanza in epoca romana così come anche dopo la caduta dell’Impero romano d’occidente.

Furono i monaci Benedettini a mantenere in funzione la via Julia Augusta, in quanto tragitto battuto da un gran numero di pellegrini (oltreché utile per gli scambi commerciali).

Nello specifico, il tratto stradale era particolarmente utile per merci provenienti dalla costa, come il sale marino e il grano proveniente dalla regione padana. A livello pratico dunque, l’ossatura di questa strada è stata sfruttata anche nel corso del medioevo.

Nel corso dei secoli però, se la via Aurelia ha mantenuto la sua importanza quale unica alternativa dei commerci via mare, la via Augusta ha gradualmente perso d’interesse, andando mano a mano a scomparire.

Nel tempo infatti, i collegamenti tra i vari Comuni erano calati drasticamente e chi faceva il mercante preferiva scegliere percorsi più rischiosi inerpicandosi in sentieri impervi (le famose vie del sale).

In questo modo poteva fare incontri pericolosi o subire incidenti, ma sicuramente non doveva sottostare alle pesanti gabelle imposte al passaggio nei centri urbani che non erano la meta prestabilita.

Via Iulia Augusta
La Via Julia Augusta e rappresentata con il tratto di color fucsia

Il tratto albenganese della via Augusta in provincia di Savona

Ad oggi, i resti di questa antica via sono ancora parzialmente visibili nel territorio savonese. I tratti della via Augusta figurano sicuramente tra i luoghi da vedere ad Alassio e ad Albenga.

Tra i due paesi infatti, esiste una parte ben distinguibile, percorribile a piedi o in bicicletta (in mountain bike). La stessa si dipana dal territorio albenganese fino alla chiesetta medioevale di Santa Croce, nell’alassino.

La strada in questione si distingue per il numero elevato di vestigia romane, visto che il percorso è ancora disseminato di monumenti funebri e cippi militari. Era consuetudine, a quei tempi, costruire tombe lungo le strade principali, quasi a ricordare ai viaggiatori il defunto e onorarlo.

In quel breve tratto e tuttora visibili, sono presenti un colombario e quattro tombe di famiglia oltre ad un paio di altre costruzioni di cui non è stato individuato l’uso. Non da meno è però il panorama offerto dalla via Augusta.

Dal percorso infatti è possibile ammirare un’ampia porzione del litorale e della meravigliosa flora autoctona, con la costante presenza dell’Isola Gallinara sullo sfondo.

Luglio 16, 2022
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