Il mulino fenicio di Verezzi è una di quelle perle della nostra amata Liguria di cui troppo spesso ci dimentichiamo. Se chiunque chiede “A Borgio Verezzi cosa c’è da vedere?” viene in mente la spiaggia o il suggestivo centro storico. Eppure, poco distante dal centro, vi è un monumento di inestimabile valore storico ai più sconosciuto.

Si tratta di un mulino a pale interne, definito come mulino fenicio. Tale denominazione deriva dalla tecnica di costruzione nata proprio nel Medio Oriente e poi diffusa in tutta l’area mediterranea. L’importanza di questa costruzione antichissima è data anche dalla sua rarità: ne esistono infatti solamente due nel resto del mondo. Questi però, situati in Spagna e in Sicilia, sono praticamente dei ruderi che conservano ben poco della costruzione originale.

Il mulino fenicio di Verezzi: le sue origini

I mulini a vento costruiti con questa particolare tecnica, presentano la principale peculiarità costituita dalla presenza interna delle pale motrici. In questo tipo di struttura, il vento veniva incanalato a prescindere dalla sua direzione grazie a delle particolari feritoie che lo circondavano.

Queste aperture verso l’esterno, appositamente aperte o chiuse a seconda delle esigenze, consentivano un lavoro continuativo. L’edificazione del mulino fenicio di Verezzi in quel particolare punto non è causale: l’area infatti presenta spesso venti altamente incostanti, che avrebbero causato disagi notevoli con un mulino a pale esterne tradizionale.

La struttura interna

La struttura del mulino era suddivisa in due piani distinti: uno superiore con le pale che, tramite un asse rotante, trasmetteva la forza necessaria al funzionamento della macina (posizionata al piano inferiore). Le pale, costituite di tessuto raccoglievano l’aria proveniente dalle feritoie per consentire, al piano inferiore, alla pesante macina di lavorare sul grano.

Il mulino oggi

Nonostante il valore straordinario di una costruzione del genere, questa è stata dimenticata negli ultimi decenni (se non secoli). La struttura, in mano a privati, ha visto in passato la chiusura delle feritoie e l’interno totalmente svuotato della struttura originaria.

Un vero peccato storico ma anche turistico. Pur essendo innegabilmente il mare una risorsa importante per la nostra zona, è bene sempre e comunque tutelare anche il patrimonio storico che potrebbe essere comunque creare una sorta di turismo non solo stagionale.

Non solo il mulino

Va detto anche che il mulino fenicio di Verezzi non è l’unico segno del nostro remoto passato. Le testimonianze della presenza dell’uomo anche in periodo preistorico, come il Dolmen di Verezzi, una pietra che aveva molto probabilmente la funzione di altare.

Se a questi straordinari lasciti del passato aggiungiamo la macchia mediterranea, comprendiamo come la ricchezza della Liguria non sia solamente il mare.

 

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